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Agosto 31, 2007

Brescia - Evento Formativo

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Brescia - 02.10.2007 - Smart Branding: il marketing per le PMI PDF Stampa E-mail

Formazione aziendaleAPPUNTAMENTO INFORMATIVO A CURA DI
MIND CONSULTING ITALIA

“SMART BRANDING”
Come acquisire mercato, distinguersi, fidelizzare
creando un marchio interno riconoscibile

Brescia - 2 Ottobre 2007 ore 14:30-17:00
Best Western Hotel Master/ Sala Sebino

evento gratuito

Un incontro rivolto a:

Amministratori Delegati
Direttori Generali

Business Development Manager

Iscrizioni Aperte

Prestazione e comunicazione. La crescita di un’azienda oggi passa per questi due fattori determinanti nel distinguersi nel mare di proposte tutte uguali che caratterizza il mercato iper competitivo globale. Molte sono le aziende italiane in grado di distinguersi dal punto di vista prestazionale con produzioni di qualità ad alto contenuto innovativo o tecnologico.  Poche sono le aziende che riescono a comunicare il valore della propria produzione ai clienti. Per riuscire in questo è infatti strategico avere un proprio marchio, un brand riconoscibile, identifcabile, amato e ricercato.

Non è necessario investire milioni in pubblicità per avere un brand forte sul mercato,  è sufficiente  costruire un’impresa fondata su di un marchio intangibile, uno “Smart Branding” come lo definisce l’ideatore Davide Zucchetti. Questo tipo di brand vende alla grande, da ritorni di immagine e visibilità alla pari degli ultra pagati e noti marchi commerciali,  caratterizza l’azienda, emoziona e fa innamorare il  cliente fidelizzandolo.

Nello Smart Branding si dimostra quanto la componente emozionale sia determinante nell’orientare la scelta di acquisto dei clienti sfuggendo alla logica del puro rapporto qualità/prezzo. Ogni persona dell’azienda gioca un ruolo strategico nel creare emozione ed esperienze uniche per i clienti. Un vantaggio competitivo che è possibile assicurarsi solo imparando a sviluppare il potenziale del proprio capitale umano coltivando collaboratori positivi, propositivi,  motivati e intraprendenti. Dei veri e propri fanatici che diventano la bandiera dell’azienda trascinatori di nuovi fans.

Relatore d’eccezione:

Flavio Cabrini  -  Direttore Tecnico Mind Consulting Lombardia

Coordinamento:

Luca Greco - Relazioni Esterne Mind Consulting Lombardia

Clicca qui per informazioni o iscrizioni

Agosto 29, 2007

Innovaciòn

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I Migliori non i più Vicini PDF Stampa E-mail
Formazione aziendaleL’INNOVAZIONE NON SI COMPRA, SI ASSUME

Nokia conquista crescenti quote di mercato grazie al lancio di numerosi modelli. Un approccio “umano” alla tecnologia è il fattore chiave di innovazione continua. Nella grande impresa come nella piccola media impresa la sfida della competizione globale si vince con le persone giuste al posto giusto. Cercando i migliori cervelli non i più vicini.

“Nokia pigliatutto, vende quattro cellulari su dieci e fa il vuoto alle spalle ” è una notizia pubblicata dal Sole24Ore sulla base di un rapporto Gartner. Il produttore finlandese di telefoni cellulari ha incrementato la propria quota di mercato passando dal 33,7% di un anno fa al  36,9%. Il segreto del successo di Nokia sarebbe da collegare alla raffica di nuovi modelli lanciati, tra i quali i cosidetti “iPhone-killer” nati per soffocare sul nascere il gioiello trendy della Apple.

Per raggiungere questi risultati Nokia ha posto al centro delle proprie strategie espansionistiche, l’approccio “umano” alla tecnologia , sia nei confronti del mercato che  della propria organizzazione, come è possibile rilavare dal sito istituzionale del gruppo. Il consumatore viene osservato nei suoi desideri ed emozioni, e le sue esigenze vengono soddisfatte con la realizzazione di modelli dal design e dalla tecnologia vincenti in quanto immediati, semplici, intuitivi, affidabili, che  fanno innamorare e di conseguenza fidelizzare.

ImageNei confronti della propria organizzazione Nokia persegue delle politiche accorte di leadership ed engagement che puntano, da un lato, ad assumere le persone migliori e non le  più vicine , e dall’altro lato, a trattenerle soddisfacendo i desideri dei propri collaboratori alla pari di quelli dei clienti, assicurando loro ciò che per loro più conta: condizioni di lavoro, tempo, stipendio, etc. Riconoscimenti che si traducono in ritorni tangibili per l’Azienda. Del resto, è un dato di fatto che le persone rendono al massimo quando con il  lavorano ottengono ciò che vogliono, così come è un dato di fatto che il mercato si conquista quando gli si da quello che domanda.

“L’azienda di oggi non ha più confini: non si sa più chi sono i clienti e chi sono i collaboratori” sostiene Daniel Pink, in Free Agent Nation ediz. Warner Business Books.  E’ in quest’ottica che Nokia cresce, acquisisce sempre maggiori fette di mercato, introduce innovazione e trasforma usi e costumi creando anche nuovi business.

ImageIl caso Nokia testimonia la realtà produttiva dei nostri tempi nei quali sono i collaboratori di un’azienda a detenere  i mezzi  più importanti  per la creazione di valore. Sono le persone ad avere  le intuizioni, a innovare, a creare nuove applicazioni per  prodotti e servizi, a costruire relazioni di qualità con la clientela.  Avere la persona giusta o sbagliata in una posizione importante può significare per un’azienda una differenza quantificabile anche nell’ordine di miliardi. Questo è quello che si definisce “costo della non qualità”. Sapere come attirare e trattenere i cervelli migliori è diventata la sfida più importante per ogni imprenditore, ad ogni levello ed in ogni area dell’azienda.

“I manager devono rendersi conto che l’inventiva, la capacità di innovare, l’immaginazione sono beni con un valore monetario. Accanto ad una politica generale di gestione dell’azienda deve esistere una politica capace di valorizzare il contributo individuale” scrive Tom Peters nel suo libro Wow, Un Successo da Urlo.

ImageCiò è ancora più vero per gli imprenditori delle PMI che in Italia rappresentano il 95% del tessuto imprenditoriale. Le PMI sono quelle che, grazie all’enorme vantaggio competitivo rappresentato da una maggiore flessibilità rispetto alle aziende molto strutturate, portano più facilmente all’innovazione. Sono le prime a recepire i bisogni del consumatore e a soddisfarli, ma soprattutto possono rappresentare la svolta nello sviluppo economico di un Paese proprio per la loro dinamicità, per l’innata capacità di cambiare in corsa e di sapersi adattare al ritmo frenetico dell’economia attuale.

Secondo le rilevazioni effettuate dal sistema Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, attualmente in Italia il 43,1% delle imprese assumono per conoscenza diretta e il 45,7% delle imprese piccole tramite la segnalazione di fornitori o di altre persone di fiducia.

Le scelte che si fanno riguardo al personale da assumere sono determinanti nel decretare il successo futuro di un’azienda. Nella ricerca del personale un  imprenditore spesso cede le armi alla stanchezza e alla mancanza di tempo ed assume il meno peggio, ma il costo della non qualità prima o poi presenterà un conto da pagare molto salato. Nei mercati iper competitivi che caratterizzano l’economia globale, questo aspetto della gestione aziendale, non solo nn è più trascurabile, ma diventa il fattore strategico di crescita su cui puntare.


Francesca Cattozzo
Ufficio Stampa Mind Consulting Italia 

Agosto 29, 2007

El grande TOM PETERS en Italia

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TOM PETERS- IL RITORNO PDF Stampa E-mail
formazione aziendale“IMPRENDITORI A COLORI”

Anteprima assoluta di TOM PETERS all’ evento nazionale di cultura e formazione manageriale. Richiesto dalle organizzazioni di tutto il mondo il guru del business torna a Bologna.

Bologna - 8-9 novembre 2007 Paladozza “Imprenditori a colori”  evento formativo nazionale firmato Mind Consulting. Un appuntamento da segnare in agenda. Non capita tutti i giorni la possibilità di avere in Italia colui che è stato definito dal Los Angeles Times “il padre dell’azienda post-moderna” e che torna per aggiungere nuovi importanti tasselli alle strategie degli imprenditori italiani.

“Viviamo in un mondo alla Tom Peters” scrive il Fortune.
“Non c’è una grande azienda americana che non sia diventata ciò che Tom Peters l’ha incoraggiata a diventare” sentenzia il New Yorker. Tanto per citare alcuni titoli.

formazione aziendaleA dare l’annuncio del ritorno di Tom Peters è il direttore commerciale del gruppo bolognese Massimo Borriello:

“Dopo il successo ottenuto nelle due edizioni precedenti Mind Consulting ha sondato circa mille imprenditori per capire che cosa si aspettassero da questa tipologia di evento per essere ancora più utile Gli imprenditori hanno chiesto il meglio dei formatori: Tom Peters, per un evento emozionante e motivante, ma che avesse anche un taglio pratico per imparare a  trasferire nella quotidianità della vita d’azienda e ai  collaboratori le sue parole eccezionali. Detto fatto.”

Tom Peters guru americano del management, autore di strepitosi best sellers, noto per le sue idee innovative,il lavoro brillante e la vasta esperienza diretta in campo imprenditoriale, torna dinnanzi alla platea di imprenditori che lo aveva applaudito nel 2005. Se non fosse di per se’ già straordinario il fatto che un imprenditori a coloripersonaggio del suo calibro torni due volte a Bologna, lo è ancora di più che lo faccia  con consigli pratici  elaborati ad hoc per le piccole medie imprese italiane a seguito dei numerosi feed back ricevuti dopo il primo evento.

A 25 anni dalla pubblicazione di “Alla ricerca dell’Eccellenza” Tom Peters farà, in ANTEPRIMA MONDIALE, un resoconto del suo lavoro di ricerca delle aziende e delle strategie migliori nell’era della competizione globale. (Continua…)

 

VISITA IL MINISITO dedicato all’evento !!


Francesca Cattozzo

Ufficio Stampa Mind Consulting Italia 

Agosto 11, 2007

Farmacias

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Farmacie PDF Stampa E-mail
consulenza direzionaleVERSO UN NUOVO MODELLO

Spesa farmaceutica e para farmaceutica.  Il consumatore si conquista con il maggior valore aggiunto  non con il minor prezzo. Largo all’evoluzione della farmacia verso un nuovo modello concorrenziale che implica la revisione del proprio “DNA”.

Nella lotta tra farmacie e supermercati per gli sconti sui farmaci da banco vince la grande distribuzione. E’ quanto emerge da un’indagine di Help Consumatori condotta su un campione di farmacie allo scopo di verificare gli effetti del pacchetto Bersani in termini di risparmio. Con la legge sulle liberalizzazioni due sono state infatti le principali novità per il cittadino: la vendita dei medicinali da banco (OTC) nei supermercati e la libertà di sconto sugli stessi.

In circa l’80% delle rilevazioni gli sconti praticati dalla farmacie non sono concorrenziali rispetto alla grande distribuzione: in un terzo delle rilevazioni non è stato registrato alcuno sconto. Chi più chi meno, le farmacie sembrano aver reagito alla concorrenza istigata della legge Bersani, ma difficilmente arrivano ad applicare sconti pari a della grande distribuzione.

ImageE’ la stessa Presidenza di Federfarma nel “Progetto di adeguamento delle Farmacie” di Giorgio Siri, ad invitare le farmacie a non basare la propria azione concorrenziale sul prezzo e a puntare piuttosto  sull’offerta di vantaggi concreti al cittadino che si traducano poi anche in vantaggi economici.  La battaglia sui prezzi rischia infatti di diventare solo uno strumento distorsivo ai fini del corretto accesso al farmaco da parte del consumatore, mentre  una concorrenza basata sugli aspetti professionali può fornire nuove utili  proposte che vanno dalla possibilità di sostituzione dei farmaci, a consigli più adeguati, a servizi di alto valore socio-sanitario quali  l’ assistenza a domicilio a soggetti non deambulanti.

Per le farmacie si tratta dunque di iniziare a lavorare sull’incremento di  valore aggiunto da offrire al mercato, quel qualcosa in più oltre il prodotto in grado di far si che il consumatore non avverta la necessità di confrontare i prezzi, ma lo renda soddisfatto della propria scelta di preferenza e fidelizzazione al punto vendita. “Vengo da te perché mi trovo bene qui e mi piace. Non mi interessa se pago un euro in più” questa  la frase che può sintetizzare  il concetto.

Image E’ giunto il momento di arricchire il DNA della farmacia per generare valore aggiunto  unico, insostituibile, ricercato, distinguibile, non copiabile dalla grande distribuzione o da altro concorrente che sia. I punti di forza già esistenti su cui fare perno per questa ristrutturazione sono: la vicinanza fisica al consumatore ed il capitale umano interno.

L’attuale presenza  delle farmacie sul territorio nazionale  è capillare. Infatti  esiste almeno una farmacia in ciascuno degli oltre 8.000 Comuni italiani. La legge (articolo 1, legge n. 362/1991) prevede che venga aperta una farmacia ogni 4.000 abitanti nei comuni con più di 12.500 abitanti e una ogni 5.000 abitanti nei comuni con meno di 12.500 abitanti. Una farmacia che si avvicina sempre di più al cittadino, che addirittura va a casa del malato e lo assiste, deve diventare una struttura sempre più accogliente e a misura d’uomo.

ImageSecondo un’indagine di Health Business Improvement del gennaio 2007, il farmacista evoluto vuole svolgere un ruolo proattivo nei confronti del cliente; ha personale non numeroso, ma specializzato a cui chiede una sempre maggiore competenza anche nella vendita. Sempre secondo la stessa indagine infatti, il 55% del totale fatturato delle farmacie evolute è determinato dalla commercializzazione dei  parafarmaceutici ed altri articoli, un autentico spostamento di baricentro. L’aspetto commerciale delle farmacia non può più essere trascurato, così come l’aspetto marketing, amministrativo e logistico,visti i sempre più ampi spazi organizzati secondo politiche del merchandising.

Appare evidente che a fare la differenza nella caratterizzazione e nella funzionalità del nuovo modello di  DNA della farmacia sia  dunque la qualità del capitale umano che lo compone. Poco, ma tanto efficiente.

ImageIl codice genetico che rende unica ogni farmacia si può sviluppare partendo dall’analisi e dall’intervento su 7 “aree” ben definite del capitale umano: la leadership, il talento, la partnership, il marchio, la conoscenza, la motivazione e l’etica.

E’ quanto hanno sperimentato fin dall’anno scorso un certo numero di farmacie di Bari,  città dove per prima in italia è partita la vendita dei farmaci nei supermercati. Come in una sorta di laboratorio, con l’assistenza di Michela Ciccolella e Giuseppe Salvato di Mind Consulting Puglia, queste farmacie  hanno dato vita ad un nuovo modello di DNA  funzionante, esportabile e personalizzabile ovunque. I primi risultati tangibili e intangibili delle ottime performance sono stati raccolti già alla fine del 2006.

Il desiderio di mutazione genetica è partito dagli stessi  titolari delle farmacie che hanno stabilito mete e obiettivi da raggiungere, li hanno trasmessi e fatti  sposare ai propri collaboratori e si sono circondati di  persone innovative e creative,  non più di yes men.

ImageL’inserimento di nuovi talenti ha incentivato lo sviluppo di valore aggiunto derivante da : nuove idee per la vendita o per la gestione del magazzino; eliminazione delle barriere architettoniche; soluzioni per il parcheggio delle auto dei clienti fuori dalla farmacia;  allestimento di una bacheca informativa sui servizi socio-sanitari attivi sul territorio; posti a sedere per le persone anziane; consulenza ai clienti nel rispetto della privacy.

La motivazione di tutti i collaboratori, coinvolti alla pari di partners nei risultati, è stata fondamentale per creare un proprio marchio distintivo, intangibile ma percepibile, in grado di identificare ciascuna delle farmacie con la propria competenza e conoscenza specifica, chiarezza di informazione, affidabilità, attenzione al cliente, ascolto, esperienza,  serietà e cortesia . L’interazione tra più DNA di ultima generazione ha permesso  anche lo sviluppo di  alleanze per ottenere maggiore forza contrattuale con i fornitori e con il mercato verso il quale, agendo in modo coordianto, si è nella posizione di dare quasi sempre risposte positive e propositive.


Francesca Cattozzo

Ufficio Stampa Mind Consulting Italia

 

Agosto 3, 2007

Comunicare condividere appassionare

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Contest Stories - GT Trading PDF Stampa E-mail
consulenza direzionaleCOMUNICARE  CONDIVIDERE  APPASSIONARE

Legare e legarsi ai propri collaboratori e coinvolgerli in situazioni di gioco è ciò che fa la differenza nella creazione di valore aggiunto. Dalla forza del team nascono nuove idee e progetti. Un altro caso aziendale  in diretta dal  Contest.

Condivisione dei valori aziendali e produttività sono le caratteristiche base che contraddistinguono un collaboratore super o  “campione”, da un collaboratore mediocre. Il campione è qualcuno che più di altri  è  in sintonia fin da subito con  gli intenti dell’imprenditore, è predisposto al raggiungimento degli obiettivi ed è orientato alla produttività. Se gli viene affidato un lavoro si può stare certi che quel lavoro verrà svolto nel migliore dei modi.

Accade molto spesso che un imprenditore si trovi ad essere circondato da un’intera squadra di campioni, ma che altrettanto spesso li perda, uno ad uno, lungo la via. Due sono i motivi principali. Non c’è chiarezza nel trasferimento delle mete, dei valori e dei progetti  aziendali e non si pensa a stimolare la produttività facendo capire al campione che i suoi sforzi ed i buoni risultati saranno ricompensati con migliori chance all’interno dell’azienda. L’imprenditore non deve mai dare per scontato né per immediato che i suoi collaboratori capiscano tutto ciò che gli passa per la testa.

vincereComunicare, condividere, appassionare il proprio team ad un progetto e coinvolgere le persone  in situazioni di gioco che portino alla creazione di nuovi progetti è essenziale per un imprenditore perché significa: vincere. Non perdere le persone migliori e  sviluppare valore aggiunto per assicurarsi l’espansione della propria azienda.

A volte non si hanno grandi risorse economiche per fidelizzare i campioni, ma questo fatto non costituisce un problema reale fintanto che si pongono le basi per  generare idee e  progetti che potrebbero non contare molto oggi, ma che possono legare le persone al futuro. Un altro esempio in questa direzione ci arriva dal Contest Mind.

 

contest talenti

 

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Francesca Cattozzo

Ufficio Stampa Mind Consulting Italia 

Agosto 1, 2007

Incentivazione

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Contest Stories - GT Tading/SPF Group PDF Stampa E-mail
consulenza direzionaleCOMUNICARE  CONDIVIDERE  APPASSIONARE

Legare e legarsi ai propri collaboratori e coinvolgerli in situazioni di gioco è ciò che fa la differenza nella creazione di valore aggiunto. Dalla forza del team nascono nuove idee e progetti. Altri due casi aziendali in diretta dal  Contest.

Condivisione dei valori aziendali e produttività sono le caratteristiche base che contraddistinguono un collaboratore super o  “campione”, da un collaboratore mediocre. Il campione è qualcuno che più di altri  è  in sintonia fin da subito con  gli intenti dell’imprenditore, è predisposto al raggiungimento degli obiettivi ed è orientato alla produttività. Se gli viene affidato un lavoro si può stare certi che quel lavoro verrà svolto nel migliore dei modi.

Accade molto spesso che un imprenditore si trovi ad essere circondato da un’intera squadra di campioni, ma che altrettanto spesso li perda, uno ad uno, lungo la via. Due sono i motivi principali. Non c’è chiarezza nel trasferimento delle mete, dei valori e dei progetti  aziendali e non si pensa a stimolare la produttività facendo capire al campione che i suoi sforzi ed i buoni risultati saranno ricompensati con migliori chance all’interno dell’azienda. L’imprenditore non deve mai dare per scontato né per immediato che i suoi collaboratori capiscano tutto ciò che gli passa per la testa.

vincereComunicare, condividere, appassionare il proprio team ad un progetto e coinvolgere le persone  in situazioni di gioco che portino alla creazione di nuovi progetti è essenziale per un imprenditore perché significa: vincere. Non perdere le persone migliori e  sviluppare valore aggiunto per assicurarsi l’espansione della propria azienda.

A volte non si hanno grandi risorse economiche per fidelizzare i campioni, ma questo fatto non costituisce un problema reale fintanto che si pongono le basi per  generare idee e  progetti che potrebbero non contare molto oggi, ma che possono legare le persone al futuro. Altri due esempi in questa direzione ci arrivano dal Contest Mind.

 

contest talenti

 

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Francesca Cattozzo

Ufficio Stampa Mind Consulting Italia