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Agosto 29, 2007

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Formazione aziendaleL’INNOVAZIONE NON SI COMPRA, SI ASSUME

Nokia conquista crescenti quote di mercato grazie al lancio di numerosi modelli. Un approccio “umano” alla tecnologia è il fattore chiave di innovazione continua. Nella grande impresa come nella piccola media impresa la sfida della competizione globale si vince con le persone giuste al posto giusto. Cercando i migliori cervelli non i più vicini.

“Nokia pigliatutto, vende quattro cellulari su dieci e fa il vuoto alle spalle ” è una notizia pubblicata dal Sole24Ore sulla base di un rapporto Gartner. Il produttore finlandese di telefoni cellulari ha incrementato la propria quota di mercato passando dal 33,7% di un anno fa al  36,9%. Il segreto del successo di Nokia sarebbe da collegare alla raffica di nuovi modelli lanciati, tra i quali i cosidetti “iPhone-killer” nati per soffocare sul nascere il gioiello trendy della Apple.

Per raggiungere questi risultati Nokia ha posto al centro delle proprie strategie espansionistiche, l’approccio “umano” alla tecnologia , sia nei confronti del mercato che  della propria organizzazione, come è possibile rilavare dal sito istituzionale del gruppo. Il consumatore viene osservato nei suoi desideri ed emozioni, e le sue esigenze vengono soddisfatte con la realizzazione di modelli dal design e dalla tecnologia vincenti in quanto immediati, semplici, intuitivi, affidabili, che  fanno innamorare e di conseguenza fidelizzare.

ImageNei confronti della propria organizzazione Nokia persegue delle politiche accorte di leadership ed engagement che puntano, da un lato, ad assumere le persone migliori e non le  più vicine , e dall’altro lato, a trattenerle soddisfacendo i desideri dei propri collaboratori alla pari di quelli dei clienti, assicurando loro ciò che per loro più conta: condizioni di lavoro, tempo, stipendio, etc. Riconoscimenti che si traducono in ritorni tangibili per l’Azienda. Del resto, è un dato di fatto che le persone rendono al massimo quando con il  lavorano ottengono ciò che vogliono, così come è un dato di fatto che il mercato si conquista quando gli si da quello che domanda.

“L’azienda di oggi non ha più confini: non si sa più chi sono i clienti e chi sono i collaboratori” sostiene Daniel Pink, in Free Agent Nation ediz. Warner Business Books.  E’ in quest’ottica che Nokia cresce, acquisisce sempre maggiori fette di mercato, introduce innovazione e trasforma usi e costumi creando anche nuovi business.

ImageIl caso Nokia testimonia la realtà produttiva dei nostri tempi nei quali sono i collaboratori di un’azienda a detenere  i mezzi  più importanti  per la creazione di valore. Sono le persone ad avere  le intuizioni, a innovare, a creare nuove applicazioni per  prodotti e servizi, a costruire relazioni di qualità con la clientela.  Avere la persona giusta o sbagliata in una posizione importante può significare per un’azienda una differenza quantificabile anche nell’ordine di miliardi. Questo è quello che si definisce “costo della non qualità”. Sapere come attirare e trattenere i cervelli migliori è diventata la sfida più importante per ogni imprenditore, ad ogni levello ed in ogni area dell’azienda.

“I manager devono rendersi conto che l’inventiva, la capacità di innovare, l’immaginazione sono beni con un valore monetario. Accanto ad una politica generale di gestione dell’azienda deve esistere una politica capace di valorizzare il contributo individuale” scrive Tom Peters nel suo libro Wow, Un Successo da Urlo.

ImageCiò è ancora più vero per gli imprenditori delle PMI che in Italia rappresentano il 95% del tessuto imprenditoriale. Le PMI sono quelle che, grazie all’enorme vantaggio competitivo rappresentato da una maggiore flessibilità rispetto alle aziende molto strutturate, portano più facilmente all’innovazione. Sono le prime a recepire i bisogni del consumatore e a soddisfarli, ma soprattutto possono rappresentare la svolta nello sviluppo economico di un Paese proprio per la loro dinamicità, per l’innata capacità di cambiare in corsa e di sapersi adattare al ritmo frenetico dell’economia attuale.

Secondo le rilevazioni effettuate dal sistema Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, attualmente in Italia il 43,1% delle imprese assumono per conoscenza diretta e il 45,7% delle imprese piccole tramite la segnalazione di fornitori o di altre persone di fiducia.

Le scelte che si fanno riguardo al personale da assumere sono determinanti nel decretare il successo futuro di un’azienda. Nella ricerca del personale un  imprenditore spesso cede le armi alla stanchezza e alla mancanza di tempo ed assume il meno peggio, ma il costo della non qualità prima o poi presenterà un conto da pagare molto salato. Nei mercati iper competitivi che caratterizzano l’economia globale, questo aspetto della gestione aziendale, non solo nn è più trascurabile, ma diventa il fattore strategico di crescita su cui puntare.


Francesca Cattozzo
Ufficio Stampa Mind Consulting Italia 

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