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Septiembre 23, 2007

Anche la Moda riparte dai Talenti

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Moda e Talenti PDF Stampa E-mail
Consulenza direzionaleANCHE LA MODA RIPARTE DAI TALENTI

E’ il capitale umano che crea capitale economico. La Moda riparte dai talenti e dalla leadership. Attirare e trattenere le persone che costruiscono il domani significa non subire i cambiamenti del mercato, ma trasformarli in autentiche opportunità. Nel nuovo marketing del fashion “chi” ritorna ad essere più importante di “cosa”.

Il mondo della Moda e del Lusso apre sempre di più gli occhi e, alla pari delle p.m. e grandi imprese di altri settori, riscopre il valore del capitale umano. Dopo aver provato a combattere a colpi di sciabola la furia del dragone asiatico e del mercato globale, spuntano anche nel Fashion  numerosi  summit e workshop in materia di gestione delle risorse umane, su come trattenere le  persone migliori e comunicare i valori della  leadership.

Griffes e beni di lusso sono posizionati in una nicchia a se stante, ma  della loro luce riflessa vive  l’intero comparto moda  italiano che beneficia del sound “made-in-Italy”, dell’ Italian Concept, dell’ispirazione e delle rivisitazioni dei modelli proposti dai brand leaders.

ImageI dati forniti dalla  Camera Nazionale della Moda Italiana  sull’andamento dei fatturati dell’industria moda non sono confortanti. L’Italia cresce, ma non accellera. Per il 2007 si prevede un  +2.9%  rispetto +6% del 2006.  L’unico Paese che continua a mostrare una dinamica in accelerazione è la Cina (+10.5% nel 2007).

Secondo un ANSA del 6 luglio il Ministro del Commercio internazionale, Emma Bonino, in occasione  dell’inaugurazione della mostra per i 45 anni di attivita’ di Valentino ha dichiarato ai giornalisti che la moda italiana va benissimo e non teme la concorrenza, che in Cina si fanno solo magliette e che le aziende rimaste a terra sono quelle che non hanno investito in innovazione.

In realtà, in questo momento, gli addetti al settore si domandano se Milano sia ancora la capitale internazionale della Moda, mentre si osservano i passi da gigante compiuti da New York  e Parigi. In un’intervista rilasciata al periodico Business People Piero Piazzi alla  guida dell’agenzia di modelle Women con tre sedi a N.Y., Parigi e Milano aggiunge “In Oriente il business della Moda sta esplodendo in modo straordinario, grazie anche all’apertura di Vogue China, tanto che ci sono profumi, stili e abiti fatti apposta Imageper essere venduti solo in China”.  Pare che l’Italia, oltre a vedere le proprie creazioni di valore imitate e vendute a prezzi stracciati in Oriente,  non sappia approfittare di questa esplosione. Perché?

A Milano da anni non nascono nuovi talenti ” risponde Piero Piazzi “In Italia non si investe nei nuovi talenti e si lanciano piuttosto Città della Moda, un modo per buttare soldi, non creare nulla e non investire sul futuro. Il peggior nemico della moda è la moda stessa e come è fatta oggi.”.
In un paese seduto come l’Italia, la crisi può rappresentare  una straordinaria opportunità perché permette di ridefinire attori e regole del gioco di un sistema moda che appare oramai vecchio, ingessato, corporativo e in via di spegnimentio insieme agli ultimi grandi “protagonisti”.

Rilanciare il Made in Italy significa sviluppare idee e prodotti orientati al mercato sempre più esigente, senza confini  e in continuo movimento; utilizzare mezzi e  tecniche di comunicazione che creino  una motivazione d’acquisto;  fidelizzare la crescente clientela del lusso supportando i mille talenti del nostro Imageterritorio per raggiungere  standards sempre più elevanti in tutta la filiera del business.

Il mondo della moda, delle griffes e del  lusso è il mondo dell’eccellenza. Interamente costruito da persone di talento che fanno la differenza nel creare un’esperienza unica ed esclusiva per il  cliente. Ecco perché per le aziende del settore è realmente  prioritario occuparsi e concentrarsi sulle persone per non restare indietro, correre più veloci dei competitors alla ricerca di quei desideri ancora insoddisfatti o non completamente esauditi e creare una propria nicchia fuori dagli schemi .

La grande differenza nella mia impresa è avvenuta nel momento in cui mi sono reso conto che non mi dovevo occupare di maglioni, ma di persone!” afferma Lex Wexner, titolare di uno dei colossi americani nella distribuzione di capi di abbigliamento.

ImageTanti sono ancora gli spazi aperti e da conquistare nel mercato , basti pensare alla richiesta di individualizzazione, personalizzazione, femminilizzazione delle produzioni e dei servizi, ma uno solo  è il fattore di successo base: il capitale umano. Le aziende che emergono a livello internazionale, in questa ridisegnata geografia biologica del consumo, sono quelle che operano cambiamenti interni volti al miglioramento del proprio capitale umano seguendo un nuovo paradigma di gestione. Lo conferma il benchmarketing del settore - che studia i modelli e le case history vincenti.

Le chiavi stretegiche di intervento sul capitale umano prevedono l’inserimento di nuovi  azzeccati talenti; il coinvolgimento delle persone nei processi evolutivi; mettere le persone  nella condizione di esprimersi al meglio nel cogliere e sostenere opportunità ed idee traendo piacere dal proprio lavoro e dal dare il massimo per il successo dell’impresa; motivare  le persone a diventare “stakeholder”, portatori di interessi  al pari di un socio o di un fornitore strategico; considerare i collaboratori come clienti interni con propri desideri ed emozioni da soddisfare e  non  più solo come risorse umane.

ImageCapacità di leadership e motivazione da un lato; qualità e valorizzazione delle persone dall’altro lato. Il marketing del 2007 anziché lavorare a business plan che poi rischiano di non funzionare deve lavorare assieme ai direttori delle HR per fare  prima un progetto che assicuri di avere le persone giuste che definiscano insieme  obiettivi e piani che funzionano. Prima è necessario  stabilire “chi”, e poi “cosa” sostiene il Prof Jim Collins ripreso da Paolo Ruggeri nel suo libro “I nuovi condottieri”. Equipaggiarsi di un team di giusti managers e talenti che insieme decidano cosa produrre e le strategie di business, ognuno fornendo il contributo nella propria specializzazione. Questo vale oggi nella Moda, nel Lusso come in ogni altro settore dell’economia.

E’ di fondamentale importanza, inoltre, che tutti i cambiamenti attuati nella gestione del personale avvengano in un clima che stimoli la creatività e premi l’identificazione con gli obiettivi di eccellenza dell’impresa. Questo si ottiene stabilendo una carta dei valori condivisi e distribuendo azioni o  “bonds emozionali”. Lo scopo è fidelizzare i managers e i talenti che collaborano con l’impresa, prima dei clienti stessi, al fine di generare di quell’ esclusivo riconoscibile “intangibile brand”   che  vale quanto e più di un marchio stampato nel trasferire all’End User l’esperienza unica che egli va cercando e che è disposto a pagare qualsiasi cifra.


Francesca Cattozzo

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