Emotional business
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EMOTIONAL BUSINESS
Laurea honoris causa alla zanzara, tra i principali esperti di marketing. Non sono emozioni positive quelle che suscita sono però emozioni che inducono sempre ad un’azione certa. Prima, durante o dopo. La zanzara studia il target e colpisce il bersaglio giocando sul fattore sorpresa. Nell’era dell’e.motional business, imparare ad emozionare e a soprendere equivale a conquistare il mercato.
Si può scegliere di puntare su emozioni che identificano, emozioni che distanziano, che creano empatia, antipatia, che creano tensione, che rasserenano, che esaltano o che spaventano. I toni alti spingono ad agire con entusiasmo, ma in realtà tutte i tipi di emozioni vanno bene perché stimolano la reazione che induce all’azione. Quello che conta è emozionare.
LA LOGICA FA PENSARE L’EMOZIONE FA AGIRE
E’ quanto afferma Kjell Nodstrom. Non è una novità per chi si occupa di pubblicità. Basti pensare, per esempio, ai primi trapani presentati con una bella donna seminuda al fianco che ti facevano pensare “ma come ho fatto a vivere senza un trapano fino ad oggi!” Lo stesso vale per l’universo femminile e i bei maschioni usati nelle pubblicità dei profumi, tanto per dirne una.
Sapere emozionare è però una novità per chi fa impresa e per chi la dirige. Imparare a mettere l’emozione al primo posto in tutto quello che si fa verso il mercato e all’interno della propria azienda è diventato un vero e proprio must dell’era post industriale.
IL CLIENTE NON COMPRA PIU’, SCEGLIE.
Nell’economia di oggi il consumatore sceglie sulla base del desiderio. Se porti il fattore “desiderio” al di la del fattore “logica” e riesci a legare al fattore emozionale tutto quello che fai, i tuoi prodotti e i tuoi servizi, riesci a far passare i concept che vuoi ottenendo l’azione voluta. Nel soddisfacimento dei desideri di logico c’è poco perché ad agire è l’impulso dettato dall’emozione.
ESPERIENZA EMOTIVA ANCHE PER I DIPENDENTI
L’emozione, racconta cose che le parole non sanno dire, spiega e trasmette ben al di là di quello che una qualsiasi spiegazione logica è in grado di fare. Questo vale per il consumatore quanto per lo staff che lavora all’interno di un’azienda, per i nuovi che arrivano e per il raggiungimento degli obiettivi che devono passare attraverso l’azione indotta dall’emozione. Se il tono emozionale all’interno dell’impresa è alto si ottiene un risultato, se il tono emozionale è basso se ne ottiene un altro o non si ottiene nulla.
SOPRENDERE E’ INNOVARE
C’è un tono emozionale che fa da portone d’ingresso per tutti gli altri toni, può portare all’entusiasmo, al terrore, all’allegria o alla rabbia ovvero ai vari corridoi che spingono verso l’azione voluta. E’ la sorpresa. Qualcosa che non ti aspetti. La sorpresa è il fattore chiave che apre la porta a tutte le altre emozioni.
La barzelletta fa ridere perché dentro c’è un elemento che non ti aspetti; un film horror spaventa perché succede qualcosa di strano e di inatteso. La zanzara ti ha colto di sorpresa e ora tu la lozione antizanzare la vai a comprare, perché la zanzara non riesci più a beccarla appena si appoggia sul tuo succulento polpaccio. C’è addirittura chi sospetta che la zanzara venga manipolata geneticamente dai produttori di lozioni antizanzara. Tornando all’economia, un prodotto inaspettato è una sorpresa e ciò equivale a dire che, per essere un’azienda innovativa non è necessario disporre delle ultime tecnologie, quanto invece fare qualcosa che gli altri non si aspettano.
I CERVELLI SONO CABLATI SULLE EMOZIONI
“In un mondo che oscilla a colpi di stati d’animo” ribadisce Kjell Nordstrom “la comprensione dei sentimenti sta alla base dell’attività commerciale. In un’era di infinite scelte commerciali, il successo si basa sull’abbandonare l’assunto che le persone sono creature razionali.”
Di marketing emozionale e di gestione emozionale dell’impresa si occuperà Davide Zucchetti, Direttore Marketing Mind Consulting, all’evento nazionale di Bologna “Imprenditori a colori” 8-9 Novembre 2007. Negli approfondimenti si vedrà come collegare l’emozione all’azienda, come trasferirla, cosa fa scattare il fattore emotivo all’interno delle persone.
Francesca Cattozzo


